MENORRAGIA: MESTRUAZIONI ABBONDANTI. BIODECODIFICAZIONE

Jesús Casla
Terapeuta di BioDecodificazione –
Decodifica Biologica
e Ipnosi Clinica Riparatrice
www.dbr-casla.com

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La menorragia è l’incremento anormale del flusso mestruale tanto nella quantità tanto nella durata. La mestruazione generalmente raggiunge un flusso di 40|50 ml in 3-5 giorni. Quando la mestruazione dura per più di 6-7 giorni e il flusso globale supera gli 80 ml. siamo di fronte a un caso di menorragia detta anche ipermenorrea o poli-ipermenorrea, cioè mestruazioni anormalmente intense e prolungate.

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La menorragia manifesta una svalutazione di sé stessa nei confronti della propria famiglia o per situazioni confflittuali nell´ambiente familiare.

Ovviamente non è facile e non è poi imprescindibile misurare con esattezza il flusso mestruale per avere la certezza di soffrire di menorragia. Ci sono mezzi semplici per saperlo. Ad esempio si considera mestruazione abbondante un flusso che satura un assorbente in un’ora, per più ore di seguito. Il numero di assorbenti utilizzati danno un indice sull’entità del flusso, considerando che ognuno di questi assorbe tra i 6\9\12 ml, a seconda della misura. Gli ultra arrivano ad assorbire sino a 18 ml.

Ci sono una serie di facili indicatori che se osservati, permettono alla donna di sapere se soffre di menorragia: ad esempio la necessità di alzarsi la notte per cambiarsi, o il fatto che l’abbondanza del flusso limitino normali attività quotidiane, o semplicemente quando il flusso si prolunga per più di una settimana. In casi estremi, come vedremo, la menorragia dà luogo a sintomi più gravi quali l’anemia, la fatica e dolori forti.

Tradizionalmente si considera lo stress la causa principale della menorragia; ma oltre allo stress ci sono altre circostanze concrete da prendere in considerazione. Per esempio gli squilibri ormonali in cicli senza ovulazione. Quando non c’è equilibrio tra estrogeni e progesterone l’endometrio, regolato dal progesterone, si ipersviluppa dando cosi’ origine a sanguinamenti abbondanti. I cicli mestruali senza ovulazione sono più comuni tra le adolescenti nel primo anno e mezzo e sono frequenti nelle donne tra i 40 e 50 anni in pre-menopausa.

Altre circostanze correlate con la menorragia sono:

– Disfunzione ovarica: se in un ciclo mestruale non c’è ovulazione, non si produce progesterone. Si realizza un disequilibrio ormonale che può dar luogo a menorragia.
– Adenomiosi uterina: colpisce sopratutto donne che già hanno avuto gravidanze. Appare quando le ghiandole dell’endometrio aderiscono al muscolo uterino, causando abbondanti sanguinamenti e mestruazioni particolarmente dolorose
– Esistenza di fibromi uterini, presenza comune durante gli anni riproduttivi, anche questi possono provocare flussi abbondanti e prolungati
– Polipi uterini, più frequenti in età riproduttiva, possono provocare sanguinamenti duraturi e copiosi
DIU (dispositivo intrauterino): è stato dimostrato che un effetto secondario comune a questo tipo di contraccettivo è la menorragia. Se fosse cosi’ se ne raccomanda la sospensione.
– Infiammazione pelvica: infezione del sistema riproduttivo, in particolare utero e tube di falloppio
– Altre patologie come cancro all’utero, all’ovaio, cancro cervicale, malattie renali, epatiche, endometriosi, patologie che tendono a produrre menorragia.
– Si devono anche considerare possibili complicanze di gravidanze, a volte la menorragia può essere collegata ad aborti spontanei o gravidanze ectopiche
– Ogni problema di coaugulazione può generare sanguinamenti mestruali anormalmente abbondanti
– Alcune medicine, antinfiammatori e anticoagulanti in particolare, possono favorire flussi abbondanti e duraturi.

La menorragia ha un significato (biologico) molto conciso. La donna che ne soffre sta manifestando attraverso il proprio corpo un forte stress interiore; sta sopportando una situazione emotiva pesante, probabilmente con la sensazione di non avere il controllo sulla propria vita, un’impossibilità nel gestirla liberamente. Molto di frequente queste donne sentono che la propria vita è in qualche modo guidata e o controllata da altri, quasi sempre altri membri della famiglia. Cosi’ ad esempio se la menorragia arriva dopo aver messo un DIU, questa donna sta esprimendo dolore, angoscia, senso di colpa inconsci nell’ impedire una gravidanza; nella parte più profonda di sé stessa forse desidererebbe avere un bambino, però tentenna di fronte ai propri timori o rispetto all’altrui influenza.

Tutte le emorragie, indipendentemente da dove e come si manifestino nel corpo, implicano l’esistenza di traumi nell’ambito familiare; il sentirsi isolati o diversi dalla famiglia, il desiderio di volersene andare o che qualcuno se ne vada. Con l’emorragia si perde “sangue” ovvero si perdono la gioia e l’amore per la vita. La menorragia quindi, indica che la donna sta vivendo una situazione di blocco, continuando a soffrire isolata e in silenzio.

Quando la menorragia diventa cronica, può scatenare serie complicanze. La più immediata è sicuramente il dolore (dismenorrea). Spesso si presenta con crampi estremamente dolorosi e limitanti. Biologicamente, la dismenorrea esprime un profondo senso di colpa, un autocastigo, angoscia emotiva. Se la donna soffre di dismenorrea sta manifestando una rabbia inconscia verso sé stessa e forse un sentimento di odio verso il proprio corpo e la propria femminilità.

Senza dubbio una delle complicanze più preoccupanti della menorragia è l’anemia, provocata dalla continua ed eccessiva perdita di ferro con il flusso mestruale. I sintomi esterni più evidenti e riconoscibili dell’anemia– anche in forma lieve- sono pallore, debolezza, mani e piedi freddi, ronzii all’udito e fatica. Quando l’anemia si aggrava possono esserci episodi di difficoltà respiratorie, tachicardia, nausee e dolori di testa.

Se i dolori mestruali della menorragia esprimono senso di colpa e auto-castigo, l’anemia conseguente la menorragia manifesta una svalutazione di sé stessa nei confronti della propria famiglia o per situazioni conflittuali nell’ambiente familiare. Può anche esserci situazioni in cui la donna sta reclamando inconsciamente-aiuto per poter sviluppare o sostenere la propria funzione materna. Situazioni anche di ‘atmosfera familiare tossica’; senso di soffocamento in famiglia. Sono donne che non solo hanno perso la gioia di vivere ma vivono con paura. Svalutandosi facilmente si scoraggia. Donne che si sentono deboli e fragili in famiglia e nella vita in generale.

La donna che patisce problemi mestruali, con riferimento alla menorragia, ha fatto proprie durante la sua vita, credenze limitanti che la svalutano e la confermano nella propria fragilità e debolezza. Ha interiorizzato un ruolo femminile e materno fortemente condizionato e probabilmente frustrante. Deve riconoscere il proprio valore personale e rivedere la propria ‘visione’ della vita. Deve rendersi conto che il suo atteggiamento si basa fondamentalmente su credenze che ha la possibilità di modificare. La donna con menorragia è bene che vigili e neutralizzi i pensieri negativi che la conducono automaticamente al disanimo. Si renda conto che svalutarsi la porta ad assoggettarsi al controllo e alle opinioni altrui. prendere coscienza di questa realtà le permetterà di iniziare il proprio cammino di liberazione e cura, finalmente comprendendo, rispettando e amando la propria femminilità e il proprio corpo, insomma amando la vita!